A lato è rappresentata una apparecchiatura sviluppata appositamente per la taratura di parametri funzionali elettronici di un circuito destinato ad un pacemaker. Data la delicatezza e precisione di tali parametri era importante che i resistori utilizzati per la taratura fossero applicati al circuito tenuto alla temperatura di funzionamento di 37°. Data poi la cadenza ravvicinata delle operazioni di taratura tra un circuito e quello successivo, era indispensabile che il circuito interessato all’operazione raggiungesse velocemente la temperatura e la mantenesse per tutto il periodo delle operazioni senza subire sbalzi nel frattempo. Alcuni circuiti erano costituiti da più basette ceramiche interconnesse e funzionanti solo se collegate completamente. Il dispositivo messo a punto era costituito da una massa di rame scavata con geometria a canali profondi nei quali veniva fatta passare acqua a temperatura adatta proveniente da un termostato fatto funzionare in modalità circolazione esterna. Nella parte superiore della massa in rame erano ricavati degli alloggiamenti che opportunamente isolati elettricamente, permettevano la diretta e rapida trasmissione del calore al circuito. A completare poi il sistema di termostatizzazione dei circuiti concorreva una sorta di coperchio, a sua volta tenuto in temperatura dall’acqua calda, calato sulla massa inferiore ad individuare un volume ristrettissimo nel quale tenere la basette dei circuiti.
Dispositivo per la taratura dinamica di circuiti ad alta affidabilità.
