Titolo: Superficie porosa
Numero del brevetto: IT1263794
Data di pubblicazione: 1996-08-29
Inventore(i): MINOLETTI FRANCESCO
Richiedente(i):
Brevetto richiesto: IT1263794
Numero della domanda: IT1993MI00097 19930122
Numero del documento di priorità: IT1993MI00097 19930122
Classificazione IPC: A61F
Classificazione EC:
Equivalenti:
In figura e’ rappresentata una punta di elettrodo di stimolazione che e’ stata esaminata al microscopio eletronico a scansione (60x) dopo essere rimasta impiantata per 4 settimane nel muscolo cardiaco di una pecora. al termine della sperimentazione si e’ proceduto a spezzare i campioni espiantati e si e’ potuto constatare che anche solo dopo un periodo relativamente breve la massa porosa di sferule aggregate era stata profondamente colonizzata da cellule fibrose ancoranti la punta stimolante alla parete cardiaca. in questa applicazione particolare la velocita’ di ancoraggio costituisce elemento qualificante per la stabilita’ e il favore di parametri elettrici come la bassa tensione di soglia di stimolazione, la bassa resistenza di contatto e la conseguente bassa energia persa. Questa caratteristica tuttavia e’ quasi sempre auspicabile quando si vuole che avvenga un legame intimo tra tessuti mani e protesi perche’ la rapidita’ della integrazione del mezzo artificiale entro il tessuto biologico sono sintomo di buona biocompatibilita’ a medio e lungo termine oltre che di sicurezza contro spostamenti e dislocazioni della protesi dal sito migliore in cui e’ stata posizionata.
Esempio di punte microporose per elettrodi di stimolazione impiantabili eseguite con la tecnologia oggetto del brevetto N° IT 1263794. In queste punte si ha una continuita’ elettrica e meccanica tra il gambo cilindrico di 0.4mm in lega di Pt e l’agglomerato di microsfere [diam: 1.6mm] per via delle migliaia di ponti di materiale diffuso tra sfera e sfera che garantiscono anche garanzia di forte coesione della massa che conserva la forma che le e’ stata data durante il processo di preparazione; forma che non viene piu’ modificata dopo il processo metallurgico di compattazione. In questo modo la levigatezza originale delle sfere viene conservata e trasmessa alla superficie esterna dell’agglomerato senza pericoli di distacchi o separazioni di sia pur minime particelle.
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