Modulo e cella al Plutonio per la conversione di energia termoelettrica.

Il modulo termoelettrico è costituito da termocoppie evaporate sotto vuoto o da barrette ottenute da polvere di telloruro di Bismuto.

La conversione termoelettrica dell’energia si basa su un principio fisico (effetto Seebek) per il quale ai capi di una giunzione metalloα-metalloβ si genera una differenza di potenziale proporzionale alla differenza di temperatura esistente tra la giunzione tra metalli e il punto di misura. A parità di salto di temperatura poi si ottengono differenze di potenziale diverse a seconda della natura dei metalli. Tale potenziale espresso per unità grado Temperatura dicesi coefficiente di Seebek e vale per le giunzioni di elementi metallici poche decine di microVolt/°C.

Nel corso dello sviluppo di questa tecnologia si sono ottenute, dopo evaporazione sotto vuoto e successiva condensazione su adatto supporto, delle leghe di Tellurio e Bismuto drogate positivamente e negativamente. Il coefficiente Seebek di una termocoppia costituita da un ramo di Telloruro di Bismuto (p) e da uno drogato (n) è molto alto, intorno a 200-300 microvolt/°C. Realizzando tante di queste termocoppie su un supporto plastico in forma di nastro avvolgibile in foggia di cilindro si realizza un “Modulo Termoelettrico” capace di generare tensioni sufficienti ad alimentare direttamente un circuito elettronico per la stimolazione cardiaca. La potenza generata dal modulo dipende dalla quantità di calore che il dispositivo è in grado di trasferire dalla cella al Plutonio all’esterno del sistema di isolamento messo a punto per contenere la cella stessa e per incanalare il flusso di calore lungo il modulo stesso. Il sistema adatto allo scopo è un Dewar in vetro metallizzato all’interno e mantenuto sotto vuoto. Data la fragilità di un Dewar di vetro fu studiata una struttura in titanio riproducente la geometria del Dewar. Con tale sistema si ottennero salti di temperatura tra il giunto caldo e quello freddo di circa 70-75 °C.

Il sistema descritto è stato usato per batterie a film sottile e a barrette, ottenute queste ultime tagliando, con apposita sega a filo, dei blocchetti di polvere di telloruro di Bismuto drogato “p” e drogato “n” sinterizzati con pressatura isostatica ad alta pressione. Le barrette tagliate sono state poi collegate in serie metallizzandone le estremità con riporto elettrolitico di Nichel. Al termine del procedimento tutte le barrette risultavano collegate in serie secondo lo schema “p”,”n”,”p”,”n”…ecc.
La foto della sezione del modulo a barrette inserito in un dewar mostra l’aspetto dei singoli elementi “p” e “n” assemblati in forma di modulo.
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Ita-Sono Francesco e gestisco questo sito con notizie relative alle mie esperienze lavorative. Sono perito industriale in Energia Nucleare. Ho iniziato a lavorare in questo campo di eccellenza scientifica molti anni fa. La polivalenza di questa disciplina scientifica mi ha sempre permesso di affrontare con solide basi tecniche molti problemi nei più diversi settori industriali. Il passaggio dal Nucleare al Biomedicale fu a suo tempo quasi naturale attraverso lo studio e lo sviluppo delle prime batterie nucleari a conversione termoelettrica dell'energia. Questa applicazione era dettata dalle esigenze di lunga durata dell'alimentazione dei primi Pace-maker impiantabili. **eng-My name is Francesco and I manage this site with news related to my work experience. I'm an industrial expert in Nuclear Energy. I started working in this field of scientific excellence many years ago. The versatility of this scientific discipline has always allowed me to deal with solid technical foundations many problems in various industrial sectors. The transition from the Nuclear Biomedical was almost natural to its time through the study and development of the first nuclear batteries in thermoelectric energy conversion. This application was dictated by the needs of long-term supply of the first implantable pacemakers.