Il catetere in figura, sviluppato nella seconda metà degli anni 90, costituiva per l’epoca una buona soluzione relativamente all’impiego di poliuretano radiopaco per applicazioni temporanee per il drenaggio nefrostomico. I problemi principali affrontati e risolti nella progettazione di questo catetere furono relativi all’ottenimento di un condotto di materiale morbido per essere sopportato agevolmente dal paziente che lo porta per giorni in una posizione non confortevole. Il dispositivo in oggetto serve a scaricare per altra via, quotidianamente le urine prodotte dai reni che non possono più raggiungere la vescica o percorrere gli ureteri per compromissioni da malattie infettive o tumorali.Tuttavia la mobidezza del materiale costituente il tubo, se da un lato favorisce il comfort del paziente dall’altro è di ostacolo nella fase di impianto dello stesso o della sua sostituzione con uno nuovo. In questa circostanza infatti l’operatore preposto più speditamente e precisamente se il tubo fosse rigido.
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