Catetere per nefrostomia

Il catetere in figura, sviluppato nella seconda metà degli anni 90, costituiva per l’epoca una buona soluzione relativamente all’impiego di poliuretano radiopaco per applicazioni temporanee per il drenaggio nefrostomico. I problemi principali affrontati e risolti nella progettazione di questo catetere furono relativi all’ottenimento di un condotto di materiale morbido per essere sopportato agevolmente dal paziente che lo porta per giorni in una posizione non confortevole. Il dispositivo in oggetto serve a scaricare per altra via, quotidianamente le urine prodotte dai reni che non possono più raggiungere la vescica o percorrere gli ureteri per compromissioni da malattie infettive o tumorali.Tuttavia la mobidezza del materiale costituente il tubo, se da un lato favorisce il comfort del paziente dall’altro è di ostacolo nella fase di impianto dello stesso o della sua sostituzione con uno nuovo. In questa circostanza infatti l’operatore preposto più speditamente e precisamente se il tubo fosse rigido.

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Ita-Sono Francesco e gestisco questo sito con notizie relative alle mie esperienze lavorative. Sono perito industriale in Energia Nucleare. Ho iniziato a lavorare in questo campo di eccellenza scientifica molti anni fa. La polivalenza di questa disciplina scientifica mi ha sempre permesso di affrontare con solide basi tecniche molti problemi nei più diversi settori industriali. Il passaggio dal Nucleare al Biomedicale fu a suo tempo quasi naturale attraverso lo studio e lo sviluppo delle prime batterie nucleari a conversione termoelettrica dell'energia. Questa applicazione era dettata dalle esigenze di lunga durata dell'alimentazione dei primi Pace-maker impiantabili. **eng-My name is Francesco and I manage this site with news related to my work experience. I'm an industrial expert in Nuclear Energy. I started working in this field of scientific excellence many years ago. The versatility of this scientific discipline has always allowed me to deal with solid technical foundations many problems in various industrial sectors. The transition from the Nuclear Biomedical was almost natural to its time through the study and development of the first nuclear batteries in thermoelectric energy conversion. This application was dictated by the needs of long-term supply of the first implantable pacemakers.